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Erdoğan ai rappresentanti europei: “I profughi li carichiamo sugli autobus e ve li spediamo in Europa”

Pubblicato su 10 Febbraio 2016, 08:41am

Tags: #profughi, #immigrazione, #bulgaria, #siria, #europa, #euro2day

Trapelato il contenuto di un verbale. Erdoğan ai rappresentanti europei: “I profughi li carichiamo sugli autobus e ve li spediamo in Europa”

Sarebbe stato lo stesso Erdoğan a volere che il rapporto relativo al processo di negoziato con l’UE venisse divulgato all’indomani delle elezioni politiche in Turchia.

È trapelato il contenuto di un documento relativo all’incontro avvenuto tra il presidente della Repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, ed i leader europei come Jean Claude Juncker(Presidente della Commissione europea) e Donald Tusk(Presidente del Consiglio europeo) sulla cosiddetta “crisi dei profughi”.

Secondo il rapporto pubblicato dal sito greco euro2day, Erdoğan avrebbe minacciato i due leader europei di caricare i profughi attualmente ammassati al confine tra Siria e Turchia su dei pullman per spedirli poi in Europa passando per Grecia e Bulgaria.

Jucker per parte sua avrebbe dichiarato come l’avanzamento del capitolo di trattativa, aperto con l’Europa lo scorso 8 novembre, sia gravemente minacciato dai recenti sviluppi politici, vissuti dalla Turchia all’indomani delle elezioni del 1 novembre.

Secondo quanto riportato da Umut Özkırımlı, corrispondente del sito di informazione Diken, il presidente turco durante l’incontro avrebbe chiesto quanto fosse disposta a sborsare l’Europa : “3 miliardi? 6 miliardi?” Alla risposta di Juncker, che parlava di 3 miliardi, Erdoğan avrebbe replicato: “Sia quel che sia, la Turchia non ha bisogno dei soldi dell’Europa. Se tutto quel che siete disposti a dare sono 3 miliardi in 3 anni allora non c’è proprio più nulla di cui discutere”. È a quel punto che avrebbe minacciato di caricare i profughi siriani su degli autobus in modo tale da spedirli in Europa. Avrebbe quindi aggiunto; “E se non ci dovessimo accordare, che cosa farete? Tutti questi profughi li ammazzerete?”

Juncker avrebbe ribadito il ruolo chiave della Turchia nella risoluzione della crisi dei rifugiati, avrebbe però anche aggiunto che se nel caso non si dovesse riuscire a tradurre in pratica i contenuti dell’accordo raggiunto il 5 ottobre con la Turchia, allora l’Europa si vedrà costretta a trovare soluzioni alternative. "Vi prego di non dimenticare come il rapporto sull'avanzamento delle trattative per l'adesione della Turchia all'Unione sia stato rimandato a dopo le elezioni e che per questo siamo stati duramente criticati. A questo punto non è possibile rimandare ulteriormente le decisioni e in particolare occorre definire al più presto l'ammontare della somma da assegnare alla Turchia".

A questo punto sarebbe intervenuto il Sottosegretario agli Esteri Feridun Sinirlioğlu sostenendo che la cifra di 3 miliardi di euro "sarebbe un insulto".

Erdoğan, commentando il fatto che nel rapporto redatto dai vertici europei non ci fosse alcun riferimento alla recente vittoria dell'AKP nelle elezioni di novembre, avrebbe poi aggiunto che il rapporto stesso costituirebbe da solo una specie di insulto: "Chi ha preparato questo rapporto? Come potete divulgare un rapporto simile? Quella descritta non è la vera Turchia. Nessuno è venuto a chiedermi come stiano veramente le cose. È proprio a causa di rapporti come questo che molti turchi non ne vogliono più sapere di aderire all'Unione Europea".

Juncker avrebbe allora ricordato al presidente turco come fosse stato lui stesso a richiedere che il rapporto venisse pubblicato solo all'indomani delle elezioni: "Perché avremmo dovuto esporci alle critiche che ci sono state fatte per aver rimandato la pubblicazione del rapporto?". E poi di nuovo rivolto a Erdoğan: "Pensavamo che foste seriamente intenzionati a trovare un accordo con l'Europa, adesso mi sento tradito. Noi abbiamo fatto la nostra parte".

Erdoğan avrebbe quindi chiesto a Juncker di "fare almeno un solo esempio concreto di avanzamento nella trattativa". Juncker avrebbe allora ricordato la ferma volontà europea nel sostenere il processo di adesione, e in particole i passi compiuti per la rimozione dell'obbligo del visto per i cittadini turchi, ricordando però al contempo come tali misure richiedano tempo.

Erdoğan avrebbe replicato che l'Unione Europea non avrebbe fatto nulla per la Turchia: "I soldi servono per i profughi, non per la Turchia, tra l'altro state utilizzando i fondi già accantonati per sostenere il processo di adesione. Non c'è niente di nuovo sotto il sole, non c'è nemmeno l'accenno all'avvio di un negoziato serio. Stiamo aspettando da 53 anni. Ci state prendendo in giro".

Juncker avrebbe però fatto notare che nel corso di questi 53 anni ci sarebbero anche stati periodi durante i quali la Turchia si è allontanata anche di molto dai più elementari standard democratici. Secondo Erdoğan però anche nella storia di paesi come il Regno Unito e la Germania ci sarebbero stati periodi di offuscamento della democrazia, portando l'esempio del secondo conflitto mondiale. Per non parlare di paesi come la Grecia, il Portogallo o la Spagna. "Juncker avrebbe fatto meglio a non paragonare la Turchia col Lussemburgo, dopo tutto il Lussemburgo non è nemmeno grande quanto una città turca di media grandezza".


Juncker è tornato così al problema degli accordi sui fondi da stanziare dicendo che "occorre trovare una soluzione entro 15 giorni". "Stiamo lavorando molto e La abbiamo accolta come un principe al Suo arrivo a Bruxelles". Erdoğan avrebbe risposto allora in modo piccato: "Come un principe? Mi pare il minimo, dopo tutto non rappresento un paese del terzo mondo". Juncker avrebbe ricordato come per la Turchia fosse stato convocato un vertice dei 28 e come questo non fosse stato fatto per nessun altro paese al mondo. "Anch'io avrei fatto lo stesso" avrebbe risposto il presidente turco, "ma non permettetevi di offendermi a viso aperto" e poi, rivolgendosi a quelli del suo entourage "Rappresento 80 milioni di persone e l'atteggiamento di Juncker è del tutto irrispettoso". Avrebbe poi concluso dicendo di credere che "l'Unione Europea non voglia la Turchia. Se è davvero così ditelo chiaramente. Anche per noi sarebbe meglio. In più Juncker sostiene di aver lavorato per posticipare la pubblicazione del rapporto".

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