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Appello: “No alla guerra in Siria!”

Pubblicato su 19 Febbraio 2016, 10:04am

Tags: #guerra, #siria, #cultura

Appello di molte personalità del mondo della cultura: “No alla guerra in Siria!”. “Non permetteremo a Erdoğan di sconvolgere la Turchia”

“Non accetteremo che i figli del popolo vengano mandati a morire, quando i figli di chi comanda non devono nemmeno fare il militare!”

“No alla guerra in Siria!” è il titolo dell’appello pubblicato dalla piattaforma creata ad Ankara per la Libertà di Pensiero, cui hanno aderito più di duecento personalità della cultura, artisti e attivisti, tra i quali anche uno dei redattori dell’agenzia di stampa T24, e presidente dell’Associazione dei Giornalisti Indipendenti P24, Hasan Cemal, la scrittrice e sociologa Oya Baydar e il politologo Baskın Oran. “Non permetteremo che Erdoğan trascini la Turchia in una guerra sporca che sconvolga il paese!” è quanto viene affermato nell’appello, scritto all’indomani degli attacchi condotti dall’esercito turco contro le postazioni delle YPG curde nel nord della Siria, e con la preoccupazione che la Turchia, come è stato detto da più parti, sia prossima a entrare in guerra.

Nel documento viene anche detto: “Non accetteremo che i figli del popolo vengano mandati a morire, quando i figli di chi comanda non devono nemmeno fare il militare!”.

“La Turchia si vanta di tenere sotto il fuoco delle proprie armi speciali i curdi siriani, (proprio come fa con quelli turchi), anche se non riesce a far decollare i propri caccia per paura che la Russia li abbatta” è una delle accuse contenute all’interno del documento.

Di seguito il testo integrale dell’appello:

No alla guerra in Siria

L’attuale Governo è arrivato a dichiarare propri nemici tutti gli attori pensabili nella crisi siriana, tanto a livello regionale quanto globale: Assad, il PYD, la Russia, gli Stati Uniti, l’Unione Europea etc.

Da una parte denuncia alla NATO la violazione delle regole di ingaggio da parte della Russia, di cui ha abbattuto un aereo, dall’altra presenta domanda di adesione all’Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione (di cui la Russia è membro) e annuncia la propria alleanza con Arabia Saudita e Qatar.

Il Governo ha permesso che gli aerei sauditi utilizzino la base di İncirlik, e si parla che un corpo d’armata saudita di 150.000 uomini possa occupare la Siria passando per il territorio turco.

Si vanta di tenere sotto il fuoco delle proprie armi speciali i curdi siriani, (proprio come fa con quelli turchi), anche se non riesce a far decollare i propri caccia per paura che la Russia li abbatta.

In una situazione simile nessuno obbliga la Turchia a entrare in guerra. Per la prima volta in novant’anni di storia repubblicana, il Governo ha teso da sé una simile trappola e fa di tutto per caderci volontariamente. Non permetteremo che Recep Tayyip Erdoğan trascini il paese in una guerra sporca che lo sconvolgerebbe, non permetteremo che faccia oggi quel che non gli è riuscito il 1° marzo 2003, quando il Parlamento turco respinse la proposta di entrata in guerra fortemente voluta dall’allora Capo del Governo.

Non accetteremo che i figli del popolo vengano mandati a morire, quando i figli di chi comanda non devono nemmeno fare il militare!

In caso contrario sarà l’intera Turchia a chiederne conto!

Iniziativa per la Libertà di Pensiero di Ankara

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