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Il caso di Hacı Lokman Birlik; militante PKK trascinato per le strade

Pubblicato su 8 Ottobre 2015, 08:52am

Tags: #sirnak, #haci lokman birlik, #hdp, #pkk, #bbc, #jitem

Il 4 ottobre il Co-presidente dell’HDP Selahattin Demirtaş ha condiviso sul proprio profilo Twitter una fotografia scattata il giorno prima nella cittadina di Şırnak in cui viene mostrato un corpo senza vita trascinato da un mezzo della pubblica sicurezza con il commento: “Guardate bene questa fotografia, perché noi non dimenticheremo”.

Si è poi successivamente appreso che il corpo apparteneva al cognato della parlamentare dell’HDP Leyla Birlik, il giovane cineasta Hacı Lokman Birlik.

Il presidente del consiglio Ahmet Davutoğlu ha immediatamente denunciato le immagini come inaccettabili. Il ministro dell’Interno Selami Altınok ha intanto dichiarato che due ispettori di polizia sarebbero stati inviati a Şırnak per indagare sul caso.

“Da quelle parti accadono fatti analoghi più o meno tutti i giorni, se cose simili possono accadere a un morto pensate a cosa possa succedere ai vivi”, ha dichiarato il Co-presidente dell’HDP Demirtaş, che ha inoltre denunciato le dichiarazioni del capo del governo come insufficienti esigendo le dimissioni del ministro dell’Interno.

La parlamentare dell’HDP Leyla Birlik, ribadendo l’insufficienza delle dichiarazioni fatte da Davutoğlu, ha anche dichiarato che “ormai sia il ministro dell’Interno sia il prefetto di Şırnak sono per noi completamente delegittimati”.

HACI BİRLİK E’ STATO ASSASSINATO DOPO L’ARRESTO

Sempre Leyla Birlik, parlando con BBC Türkçe ha anche affermato che suo cognato, Hacı Birlik, sarebbe stato ucciso solo dopo essere stato catturato.

“Mi trovo a Şırnak da tre mesi e in quest’ultimo periodo sia in città sia nei villaggi circostanti hanno avuto luogo numerosissimi scontri a fuoco ad attacchi. Solo due giorni fa qui a Şırnak sono stati uccisi due civili” ha dichiarato la Birlik, che da quando si trova in città è impegnata nel trasporto dei corpi delle vittime degli scontri dall’obitorio ai rispettivi luoghi di sepoltura.

Birlik ha continuato spiegando che “quel giorno si erano verificati degli scontri nei quartieri di Yeşilyurt e Dicle. La polizia aveva attaccato e durante l’attacco le centraline elettriche della zona erano state danneggiate. Allora ho chiamato la centrale di polizia chiedendo che venisse immediatamente sospeso l’attacco in modo tale da poter accompagnare i tecnici della compagnia elettrica, come richiestomi da parte loro, perché questi potessero risolvere il guasto verificatosi. A quel punto ho ricevuto una telefonata dal quartiere di Dicle con la quale venivo informata che un guerrigliero ferito era stato catturato dai nuclei antiterrorismo. A causa degli scontri c’ho messo mezzora per raggiungere il quartiere di Dicle da quello di Yeşilyurt in cui mi trovavo. Al mio arrivo al pronto soccorso ho trovato il capo del nucleo antiterrorismo sulla porta e abbiamo discusso quando gli ho chiesto di poter vedere il ferito. Mi è stato detto che il ferito era ormai già deceduto.”

“MI HANNO SCRITTO SU TWITTER DICENDO: ‘ADESSO PUOI VENIRE A RIPRENDERE TUO COGNATO’”

Birlik racconta di avere ricevuto all’incirca un’ora dopo sul proprio profilo Twitter una fotografia di un corpo che veniva trascinato sul terreno da un account dal nome JİTEM (Jandarma İstihbarat ve Terörle Mücadele – Servizio di informazioni e di contrasto del terrorismo della Gendarmeria, una struttura informale di intelligence della Gendarmeria turca di cui lo stato turco però ha sempre negato l’esistenza).

“Questi individui, che evidentemente sanno che sono impegnata nel trasporto dei corpi delle vittime degli scontri, mi hanno mandato questa fotografia scrivendo: ‘adesso puoi venire a riprenderti tuo cognato’. Che il guerrigliero così barbaramente ucciso fosse mio cognato l’ho scoperto da quel messaggio”.

“I testimoni oculari dell’accaduto hanno raccontato che Hacı era ferito quando è stato catturato e che sarebbe addirittura riuscito a bendarsi da solo la ferita riportata e che sarebbe poi stato raggiunto dal fuoco proveniente da un mezzo corrazzato. Poi lo avrebbero trascinato per cento metri. Non era ancora abbastanza, sono anche passati sopra al suo corpo con un veicolo blindato. In una delle fotografie inviatami da quell’account si vede che Hacı è solo ferito e il suo corpo appare integro”.

Birlik riferisce di aver sporto denuncia non appena ottenuto il referto dell’autopsia eseguita sul corpo.

“Nel rapporto autoptico si legge che il viso di Hacı è a brandelli, che dal suo corpo sono stati estratti 28 proiettili, l’anca e il braccio sono stati colpiti da un’arma pesante, la parte destra del suo corpo è stata completamente schiacciata, piena di escoriazioni. Nelle fotografie invece è ferito e integro. L’autopsia d’altra parte mostra in quale modo brutale sia stato assassinato. Abbiamo sporto denuncia per questi fatti, che sono stati commessi in modo organizzato e con l’obiettivo di condurre una rappresaglia di odio nei confronti della popolazione”.

Il capo del governo Ahmet Davutoğlu ha denunciato i fatti accaduti dichiarando che: “Le immagini, che riguardano un membro di un’organizzazione terroristica neutralizzato da parte delle forze di sicurezza durante un attacco condotto contro la polizia con l’uso di lanciarazzi nella località di Şırnak, sono comunque inaccettabili. Mi impegno personalmente a mostrare al nostro popolo che simili comportamenti che violano il diritto e la legalità, anche se condotti nel quadro della lotta al terrorismo, non verranno tollerati. La Turchia condurrà sempre la propria lotta alla barbarie del terrorismo entro i confini del diritto.”

“HANNO VOLUTO DIMOSTRARE DI NON RICONOSCERE IL CAPO DEL GOVERNO”

Birlik d’altra parte ha riferito che immediatamente dopo le dichiarazioni del capo del governo le sarebbe stato inviato un video su Twitter. Si tratterebbe del video che mostra gli attimi in cui sono state scattate le fotografie inviate precedentemente. “A che cosa mirano coloro che mi hanno mandato questo video? Questo dimostra che non sono intenzionati a riconoscere il capo del governo.”

Intanto il Co-presidente dell’HDP Demirtaş durante il discorso che ha tenuto il 6 ottobre ha richiesto le dimissioni del ministro dell’Interno Selami Altınok, il quale ha dichiarato all’agenzia di stampa Anadolu “La repubblica turca è uno stato di diritto, e condurrà la propria lotta al terrorismo entro i confini imposti dalla legge, coerentemente con le idee dello stato di diritto. Dopo le notizie rimbalzate sui social media è stato dato immediatamente ordine perché due ispettori di polizia venissero mandati a Şırnak sin da oggi per indagare”.

Birlik ha replicato a queste dichiarazioni del ministro Altınok: “Hanno mandato ispettori anche a Roboski (luogo di una strage compiuta dall’aviazione turca nella quale, il 28 dicembre del 2011, morirono 34 cittadini turchi di etnia curda). Non c’è bisogno che inviino degli ispettori, in una delle fotografie che mi sono state inviate si vedono chiaramente i volti di decine di poliziotti in posa accanto al corpo senza vita di Hacı. D’altra parte non hanno cercato di nascondere niente, è tutto molto chiaro. Si tratta di un episodio pianificato da una banda organizzata, niente è stato lasciato al caso. Per quel che ci riguarda il ministro dell’Interno e il prefetto di Şırnak sono ormai privi di qualunque legittimità.” A questo proposito i corrispondenti di BBC Türkçe hanno fatto richiesta di poter incontrare sia il prefetto di Şırnak sia il capo della polizia senza che alle richieste facesse seguito alcuna risposta.

ps. traduzione effettiva dell'articolo pubblicato su BBC Turkçe

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