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Sindacato dei Giornalisti: #JeSuisCharlie

Pubblicato su 8 Gennaio 2015, 10:28am

Tags: #JeSuisCharlie, #parigi, #francia, #libertà di espressione, #stampa, #giornalismo, #giornalista, #Charlie Hebdo

Disk Basin-Is, Sindacato dei Lavoratori della stampa, delle tipografi e della distribuzione, ieri ha pubblicato un comunicato stampa in merito all'uccisione di 12 persone avvenuta ieri a Parigi la redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo. Riportiamo qui la traduzione riassuntiva del comunicato:

"Oggi sono stati uccisi dieci dipendenti del settimanale satirico Charlie Hebdo a Parigi e due poliziotti. Ci sono dieci persone ferite tra cui cinque sono in condizioni gravi. Per quanto si capisce dallo slogan che hanno urlato le persone che hanno attaccato; "Abbiamo vendicato il Profeta" potrebbe trattarsi di un'azione contro la pubblicazione del fumetto sul Profeta Maometto. Noi, la gente di Turchia, conosciamo bene questo punto di vista, perché abbiamo vissuto una certa politica negli anni 90 ed abbiamo assistito alle uccisioni di persone cementificate vive oppure abbiamo vissuto il massacro di Sivas. In varie parti del mondo i giornalisti subiscono degli attacchi, pressioni e limitazioni provenienti dagli stati. Anche se in prima vista questo attacco appare diverso dagli altri citati qui, però anche questo attacco è stato realizzato da uno dei gruppi politici che crescono grazie ai sostegni dati da vari paesi e l'obiettivo suo non era soltanto un atto di rivendicazione verso la redazione del settimanale ma era un atto di dimostrazione del potere verso tutte le persone che vorrebbero criticare l'Islam. Ed anche questo attacco era per limitare la libertà di espressione e della stampa. I nomi dei giornalisti uccisi in Francia saranno inseriti nella lista di tutti i giornalisti dignitosi e vittime di assassini non processati e rimasti anonimi in diverse parti del mondo. I lettori hanno il diritto a criticare, non comprare oppure protestare il giornale. Ma uccidere i giornalisti non è una reazione civile e democratica ma è un atto di violenza organizzata.

Charlie Hebdo non è un mezzo di comunicazione di massa che critica soltanto l'Islam ma tutte le religioni e tutti i tabù. Infatti anche un fumetto sul Profeta Cristo è stato riportato in prima pagina dalla stessa rivista. Per cui non è possibile percepire come un atto di islamofobia le critiche del settimanale verso l'Islam. Tuttavia è certo che questo tipo di attacchi aumenteranno le reazioni e le preoccupazioni verso i Musulmani e farà crescere l'islamofobia in Europa.

Come il sindacato, comunichiamo la nostra protesta contro quello che hanno vissuto i nostri colleghi in Francia. Osserviamo con preoccupazione il fatto che gli aggressori siano difesi in diversi paesi nel mondo, tra cui anche la Turchia, siano sostenuti moralmente ed economicamente e siano legittimati apertamente oppure timidamente in alcuni mezzi di comunicazione di massa in Turchia. Come siamo stati sempre contro una serie di provvedimenti statali/governativi che limitano la libertà di espressione e della stampa, crediamo che non siano accettabili ugualmente le azioni e le manifestazioni ideologiche/politiche che causano la limitazione dei diritti principali dell'essere umano"

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